Racconti in musica, non canzoni di sottofondo.
Lughaidh scrive e porta dal vivo canzoni originali in più lingue, tra racconto surreale e domande che restano: cosa siamo, cosa resta di noi, cosa significa non voler finire.
Robot che si innamorano, arche che salpano, un dio invocato in una notte d’amore – dietro le immagini, un pensiero più serio su identità e coscienza.
Si è esibito in contesti internazionali, portando questo repertorio fuori dai confini linguistici in cui è nato. Un nome antico per una musica che non si accontenta di intrattenere.
“Mi presento in due minuti…”
Canto in italiano, spagnolo e francese, e ho suonato in diversi paesi anche davanti a pubblici che non parlavano la mia lingua.
Le canzoni sono tutte mie: storie che nascono da immagini che mi restano addosso: un robot che si guasta dopo aver imparato ad amare, un’arca che parte senza sapere cosa lascia indietro: le immagini che mi tornano in mente quando provo a capire cosa siamo.
Se hai un locale, organizzi una rassegna o stai mettendo insieme una serata privata e cerchi qualcosa che non sia solo un sottofondo, probabilmente andremo d’accordo!
Dove mi hanno portato le mie canzoni.
Se sei arrivato fin qui, qualcosa di quello che hai ascoltato ti ha probabilmente incuriosito. Scrivimi raccontandomi che cosa hai in mente, che si tratti di una serata in un locale, di una rassegna culturale o di un evento privato: valuteremo insieme il contesto e troveremo il modo di organizzare una data.
L’invito vale anche per i musicisti. Dopo anni di concerti continuo a cercare persone con cui confrontarmi e costruire qualcosa di nuovo, e sono sempre disponibile a incontrare chi ha voglia di suonare insieme.
È vero che molti dei nostri contemporanei si sono recentemente allontanati dalla religione, principalmente nei paesi
dell’Europa occidentale, e soprattutto in riferimento alla religione cristiana che ha dominato l’Europa per secoli. Tuttavia, questo allontanamento non sembra essere totale: alcuni dubbi sulla natura della vita e dell’universo permangono. In
effetti, nell’intimo di molti individui, sorgono interrogativi
sulla nascita della vita, sulle dinamiche dell’universo, sul vincolo della morte, sul perché dell’esistenza e sulla profonda ragione per cui viviamo come esseri umani.
Se una parte crescente della civiltà dell’Europa occidentale si libera dalla costrizione religiosa, c’è ancora una buona
parte delle persone sul pianeta che è ardentemente attaccata
ad una religione e che generalmente non accetta l’ateismo
oppure accusa questa società così emancipata di essere materialista, spiritualmente inferiore e non in grado di competere
con i testi sacri. […]